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CINA - NASCITA DI UN IMPERO |
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22 settembre - 28 gennaio 2007
Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio, 16
Tel. 06. 696270
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Nel 221
a.C. Qin Shi Huangdi, il Primo Augusto Imperatore dei Qin (221-210 a.C.),
completò la conquista militare di un vastissimo territorio. Realizzò il sogno
di un unico impero sotto il quale riunire quell’insieme di insediamenti e città
che fin dal Neolitico erano stati legati da una fitta rete di scambi e
conflitti e che, già durante l’Età del Bronzo, avevano visto l’espandersi del
dominio dei clan Shang e Zhou.
La mostra
Cina. Nascita di un Impero intende presentare al pubblico la civiltà cinese
proprio in quel periodo che va dall’ultima dinastia pre-imperiale dei Zhou
(1045-221 a.C.) alle due dinastie imperiali dei Qin (221-206 a.C.) e degli Han
Occidentali (206 a.C.-23 d.C.) attraverso un grande, affascinante affresco che
abbraccia oltre dieci secoli.
La mostra
comprenderà 320 reperti di grande raffinatezza e impatto, alcuni dei quali mai
usciti finora dalla Cina e provenienti da 14 musei cinesi. Tra questi splendide
giade e imponenti bronzi cerimoniali rinvenuti sia nell’area centrale e
settentrionale della Cina, interessata dalla cultura di Qin, sia nell’area
meridionale, dominata dalla cultura di Chu. Vedremo, fra l’altro, per la prima
volta in Italia, bronzi provenienti dalla tomba del Marchese Yi di Zeng (433
a.C.), un feretro di legno laccato dipinto ove giaceva una delle sue concubine
e un famoso ‘poggiatamburo’ a forma di uccello con corna di cervo in bronzo,
unico nel suo genere. Non mancheranno vasi in bronzo intarsiato e in ceramica
invetriata, céladon, lacche e gioielli.
Eccezionale
per la qualità della giada impiegata, di colore bianco, è una veste di
dimensioni umane, di epoca Han, costituita da oltre 4.000 tessere di varie
dimensioni e diversi spessori cucite insieme con centinaia di metri di filo
d’oro. Nella Cina antica si riteneva che la giada potesse preservare la salma
dalla decomposizione, consentendo la sopravvivenza dell’anima. Da questa credenza
derivò l’usanza, durata qualche secolo, di cucire intorno al corpo del defunto
un vero e proprio abito di giada alla cui preparazione si dedicavano per anni
numerosi esperti artigiani. L’esemplare in mostra è uno dei più belli tra i
circa quaranta finora rinvenuti.
Ma una
delle attrazioni principali sarà certamente costituita dai famosi soldati di
terracotta del Primo Imperatore. Un’armata imponente composta da migliaia di
guerrieri, cavalli, carri da combattimento, tutti a grandezza naturale e
diversi tra loro, rinvenuti in più fosse situate nei pressi del mausoleo,
ancora inviolato, a Lintong (Xi’an, Shaanxi), nei pressi dell’antica capitale
imperiale.
Dopo Qin
Shi Huangdi, altri imperatori vollero eserciti di terracotta all’interno dei
propri corredi funerari. Alle Scuderie del Quirinale per la prima volta
verranno esposti parte dei corredi funerari del primo imperatore Han (Gaodi,
206-195 a.C.) e del quarto (Jingdi, 157-141 a.C.): oltre 160 statue in
terracotta dipinta provenienti da Xianyang e Yangling, alte fino a 70 cm:
fanti, cavalli, cavalieri, servitori, animali domestici, ritrovati a migliaia
in tombe satelliti e fosse situate nei pressi dei mausolei, inviolati anch’essi
come quello del Primo Imperatore.
La
mostra, organizzata dall'Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con
MondoMostre, è a cura di Lionello Lanciotti, professore Emerito di
Filologia cinese dell’Università “L’Orientale” di Napoli, e di Maurizio
Scarpari, professore ordinario di Lingua cinese classica all’Università Ca’
Foscari di Venezia, a cui si affiancano Attilio Andreini, Tiziana Lippiello,
Sabrina Rastelli (Ca’ Foscari) e Roberto Ciarla (Museo d’Arte Orientale
"Giuseppe Tucci" di Roma).
L’allestimento è ideato da Luca Ronconi con Margherita Palli
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