Nani, Principi e Fichi d'India" potrebbero ricordare i personaggi delle fiabe, sono i personaggi che noi vediamo nelle cronache di tutti i giorni. Basterebbe rileggere le fiabe per riconoscere e interpretare i fatti dei nostri tempi, ma nessuno lo fa più. Per questo motivo i Fichi hanno deciso di caricare sulle spalle questo oneroso impegno e proveranno a proporle. Magari non proprio come erano una volta, perchè i tempi sono cambiati e qualche aggiornamento andava fatto, ma sempre piene di verità e, soprattutto, domande:
Cosa è successo alla Bella addormentata dopo il matrimonio?
E' vero che non tutti i nani di Biancaneve sono indefessi lavoratori?
Era più cattivo Pierino o il lupo?
Tutto ciò lo saprete da Bruno e Max, due Fichi d'India in perenne conflitto comico.
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Da sempre gli Americani sono solo quelli dell’America del nord, degli Stati Uniti. Ed è da poco più di un secolo che la parola americanata evoca qualcosa di grandioso ma pacchiano al contempo, un qualcosa che denota mancanza di senso della misura e insieme ingenuo entusiasmo, tipica del costume americano. Cosa distingue gli europei, anzi gli italiani, dagli americani oltre ad una moneta come l’Euro dal fascino tutto da dimostrare e una base culturale sostanzialmente inarrivabile? L’uso smodato, a volte assurdo, della tecnologia, che noi abbiamo sicuramente mutuato per sentirci più moderni, più nuovi perché le cose nuove arrivano tutte dall’America, finendo col diventare più americani degli americani stessi. Ma siamo davvero inferiori alla ipertecnologica America o no? Perché siamo così colpiti dalla “sindrome di Stoccolma” verso gli Stati Uniti? Quando ci siamo innamorati dei nostri “padroni”? Perché vogliamo così tanto essere yankee? È solo un problema di telefilm? Non si sa. Quel ch’è certo è che non vediamo l’ora di assomigliare a quel popolo di bambini grandi ma non cresciuti, mentre loro non fanno che invidiare la nostra solidità culturale, la nostra folkloristica varietà, il nostro modo di vivere. E così abbiamo cominciato a riempirci le case, le auto, e la vita di apparecchi elettronici che dovrebbero essere la soluzione di tutti i problemi. Ma non li sappiamo usare. Da amici iniziali all’atto dell’acquisto, videoregistratori, tv 16:9, navigatori satellitari e computer si trasformano drammaticamente in nemici, apparecchi sordomuti che non capiscono, non ci capiscono di cui non capiamo più niente, compagni di vita a volte perfidi e dispettosi che aumentano lo stress in un circolo vizioso anziché limitarlo. Una tecnologia talmente avanti che ci ha seminato.
Il primo spettacolo di coscienza collettiva, che arriva a gettare le basi per un manuale di sopravvivenza alla tecnologia comune e al contempo alla ricerca dell’orgoglio di essere italiani nella maniera più giusta: senza crederci troppo, senza prenderci veramente sul serio come solo il nostro popolo sa fare. Se tutti quelli che visitano il Bel Paese si trovano bene ci sarà un motivo, e forse più di uno, no? Non sarà che, come dice un italianissimo luogo comune, l’America è qui?
Un atto unico di un’ora e mezza di riflessioni non necessariamente solo comiche, con esempi e confronti tra la vita quotidiana di due continenti.
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