Google
 


TEATRO VALLE



dal 7 al 23 aprile 2006
MARGHERITA BUY, ISABELLA FERRARI,
MARINA MASSIRONI e VALERIA MILILLO
in
DUE PARTITE
Scritto e diretto da Cristina Comencini
Cristina Comencini, autrice e regista di questa commedia in due atti, immagina un elegante interno borghese anni ’60, dove quattro amiche di lunga data sono intente ad un gioco di carte. Anche questo fa parte delle consuetudini che scandiscono le loro vite: i mariti amici, le vacanze in comune, gli stessi svaghi, gli inevitabili dissidi. Da molti anni, ogni giovedì pomeriggio, rivendicando una giornata tutta per sè, le donne si danno appuntamento per la solita partita, intervallata da chiacchiere e confidenze, mentre le loro bambine giocano nella stanza accanto. Nessuna di esse lavora, e il filo rosso che attraversa le loro vite è la predominanza assoluta del ruolo di moglie e madre su tutti gli altri. Durante tutto il primo atto emergono storie e dettagli di esistenze parallele, che si intrecciano con toni sentimentali e comici, sullo sfondo delle tematiche esistenziali e sociali degli anni ’60. La prima parte dello spettacolo, dominata dal tema della maternità, si conclude con la nascita di una nuova creatura.
Nel secondo atto, a distanza di 45 anni, quattro donne vestite di scuro arrivano alla spicciolata in un’altra casa, per partecipare ad un funerale. Sono le bambine di allora (le stesse attrici interpretano madri e figlie), e a poco a poco, per somiglianza o per contrasto, le colleghiamo una dopo l’altra alle madri. A differenza di loro, lavorano tutte, sono più consapevoli, ma anche tanto stanche. Quasi due epoche allo specchio, due modi diversi di essere donne, alla ricerca di differenze e similitudini, nel tentativo di definire, oggi come ieri, la stessa identità femminile. Qualcosa che continua a sfuggire, così indefinibile da essere perennemente a rischio; una sorta di cosmica energia, di tenace follia, che non intende farsi disarmare, e che risorge sempre, inarrestabile, per assicurare nuova linfa vitale.
dal 25 al 30 aprile 2006
FRANCESCA BENEDETTI in
LIBRO NOTTURNO
di Franco Scoldati
Regia di Lucia Ragni

Lucia Ragni, dopo “Pupa Regina Opere di fango”, mette in scena per la seconda volta un testo del drammaturgo Franco Scaldati, esplorando le possibilità emotive della lingua di questo autore, la cui dimensione neobarocca si declina qui in una ricchezza di passioni, colori e azioni che testimoniano l’insularità del suo teatro.

dal 2 al 28 maggio 2006
ANNA MARCHESINI in
LE DUE ZITELLE
di Tommaso Landolfi
Regia di Anna Marchesini

Le due zittelle si ispira al romanzo di Tommaso Landolfi, autore cresciuto artisticamente nell'ambito dell'ermetismo fiorentino degli anni '30. Adattato ed interpretato da Anna Marchesini, il divertente e tumultuoso monologo è ambientato nella provincia italiana del primo ‘900.
Da un incubo implacabile di esistenze grigie e appartamenti polverosi, emergono i personaggi irresistibili della Lila e della Nena, sorelle e “zittelle”, di Donna Marietta, madre dispotica e baffuta, della fantesca Bellonia e di Tombo, unico maschio di casa, “scimmia” blasfema, che infastidisce le monache dell’attiguo monastero con sfrenati cerimoniali notturni!
La Marchesini, affascinata dalla storia, si esibisce in una galleria di ritratti strambi di macchiette di paese, interpretando tutte le parti della commedia con grande fedeltà descrittiva. Tanti i personaggi che si susseguono e impegnano l'attrice in un ritmo incalzante farcito di dialoghi sfrenati, che le consentono di restituire appieno il sapore autentico di quell’epoca e il senso profondo di un racconto delirante che nasconde, al suo interno, innumerevoli spunti di forte comicità e continui spunti di riflessione.
Sua è anche la voce narrante, che lega volti e parole in una collana di nocciole da sgranare come i vecchi rosari. Prende in giro la borghesia bigotta ed ottusa, stuzzica le mamme apprensive ed egocentriche, le donne consumate nel nido della famiglia/prigione, o quelle che si vedono solo madri o spose di Cristo, inconsapevoli della loro identità di femmine. Lontano dalla satira religiosa, rispettosa di qualsiasi forma d’identità umana, la commedia è una provocazione al qualunquismo, all'ipocrisia, alle apparenze, all’ignoranza che non sa, e a quella che non vuol sapere.

dal 30 maggio al 4 giugno 2006
LUIGI LO CASCIO in
NELLA TANA
di Kafka
Regia di Luigi Lo Cascio

Considerato da alcuni critici una sorta di testamento spirituale, La Tana è uno degli ultimi racconti di Kafka, in cui la materia trattata raggiunge un tale grado di astrazione da consentire la visualizzazione strutturale dei principi della geometria kafkiane. Luigi Lo Cascio lo adatta per il teatro, dando vita ad uno spettacolo affascinante e duro, che gli consente di liberare la sua profonda sensibilità di attore.
Chiuso nella tana, l’interprete affronta il viaggio nello spazio minimo di quella cavità mentale delimitata da un buco, sicuro solo in apparenza. Il misterioso essere monologante patisce la divaricazione dolorosa ed ineliminabile tra il desiderio di sicurezza e la condizione di possibile bersaglio per le incursione esterne. Vicissitudini, smanie e abitudini della sua vita sotterranea mostrano un volto di segregazione e paura.
Si avverte la presenza di una continua minaccia che può venire da fuori, o, addirittura, proprio dal nucleo della tana. Sconvolto dal timore di essere annientato da un nemico indefinito, l’essere cerca di eliminare tutti i principi di vulnerabilità della propria costruzione. Quello che doveva essere una dimora inattaccabile si trasforma, così, nella più dolorosa delle ossessioni. Lo stato di contenzione e di oscurità assoluta non è prigionia né isolamento volontario: è un dato di fatto che, collegandosi a condizioni simili di altri racconti di Kafka, ne ricorda e chiarisce il senso.
La messa in scena di Lo Cascio non è una trasposizione fedele del racconto, bensì l’esito del suo rapporto con la tana kafkiana. Tagli, innesti, digressioni dilatano, infatti, il distacco dal testo di partenza, fino alla modifica del titolo, Nella tana, proprio ad indicare un tentativo di fuga all’interno del labirinto tracciato da Kafka per imbrigliare e sovvertire le certezze dei suoi lettori.

 


Teatro VALLE
vVia del Teatro Valle, 23/A - 00186 Roma
Telefono: 06. 69951297 Fax: 06.6797493
Sito Web: www.teatrovalle.it


 

 

 

 

 
home | newsletter | aggiungi ai preferiti | contattaci | mappa del sito | web marketing email marketing & web advertising